É stato presentato il progetto “Buonasera alla Casa”, un’indagine antropo-artistica sugli spiriti domestici della città di Bari

5' di lettura 17/03/2022 - Entrare in casa e “salutarla” è un rito di buon auspicio rivolto agli spiriti domestici, chiamati nel capoluogo pugliese “fate” o “agùrie”, i cui primi racconti provengono dal borgo antico e, in seguito all’espansione della città, anche da altri quartieri.

Partendo da questa ispirazione, l’associazione culturale Pigment Workroom, insieme all’artista Marco “DEM” Barbieri e a un team di ricercatori, artisti e professionisti, ha sviluppato il progetto “Buonasera alla Casa”, un’indagine antropo-artistica sugli spiriti domestici della città di Bari.

Il progetto è stato presentato questa la mattina di mercoledì 16 marzo, nel Museo Civico di Bari, dal presidente di Pigment Workroom, Mario Nardulli, insieme all’assessora alle Culture, Marketing Territoriale e Turismo del Comune di Bari, Ines Pierucci, al direttore generale del Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio di Regione Puglia, Aldo Patruno, all’artista Marco “DEM” Barbieri e alla responsabile della comunicazione del progetto, Roberta Troiano. “Buonasera alla Casa”, inoltre, è stato realizzato in partnership con Regione Puglia, Comune di Bari, Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, Arca Puglia Centrale, Amiu Puglia Spa, Museo Civico di Bari e Futuro Arcaico.

Il progetto mira a intraprendere un itinerario alla scoperta della sfera più intima della città di Bari, con l’obiettivo di valorizzarne la storia, le tradizioni e di promuovere la conservazione e la trasmissione dei saperi inerenti le fate della casa. I racconti sugli spiriti domestici sono stati tramandati per via orale, di generazione in generazione; alcuni però si sono persi nel tempo o continuano a essere omessi per motivi scaramantici dovuti alle credenze popolari. Ecco perché il progetto di Pigment Workroom vuole farsi promotore della salvaguardia della tradizione narrativa.

“‘Buonasera alla casa’ si inserisce nel quadro della comprensione di quella cultura che prende forma nel mondo magico e che perciò ha sempre subito preconcetti, essendo stata esclusa a priori l’alterità dal circuito della cultura - ha dichiarato l’assessora alle Cultue Ines Pierucci -. Raccogliere i racconti “magici” tradizionali, che per secoli hanno influenzato le scelte e le convinzioni della nostra comunità, è non solo un esercizio affascinante ma anche e soprattutto un approccio utile ad approfondire le ricadute antropologiche ed etnologiche di queste credenze nonché i mutamenti culturali avvicendatisi nel tempo, in un quadro politico-culturale che vogliamo di ampio respiro.

Per questo ringrazio Pigment Workroom, che da sempre fa dell’arte, un punto di arrivo e non di partenza: partendo da una ricerca dal basso, sarà il talento di Marco DEM Barbieri a segnare l’arrivo di questo percorso.

L’allargamento della consapevolezza sul rapporto tra uomo, natura e protezione è il tema al centro di questa originalissima ricerca, utile anche a scongiurare le credenze irrazionali e le superstizioni legate al magismo, soprattutto se inteso come età storica che, paragonata alla grande crisi dell’Occidente, risulta particolarmente attuale per il confronto con il ‘culturalmente alieno’”.

“In un momento in cui la città di Bari sta vivendo grandi cambiamenti, anche legati ai forti afflussi turistici, abbiamo voluto lanciare un progetto che si pone l’obiettivo di compensare l’indebolirsi della rete sociale, specie del borgo antico, rimasta immutata per secoli, anche nel suo sentire e credere - ha sottolineato il presidente di Pigment Workroom, Mario Nardulli -. La pandemia ha fatto ripensare al nostro rapporto con gli spazi domestici che, in particolar modo a Bari, si lega al concetto di convivenza, cura e rispetto di un bene tra i più preziosi che abbiamo: la casa. Chi ci ha abitato prima di noi? Quali sono le storie quella casa ha vissuto? Si potrebbe sostenere che la casa abbia un’anima? Se le prime sono domande universali, su quest’ultima a Bari sentirete spesso rispondere di sì. O meglio, che da quando la casa viene costruita, uno spirito la abita. Questa credenza ha risvolti più profondi di quanto si possa pensare, anche oggi, nel 2022. Saremo felici di salvare dall’oblio, anche in forma anonima, le storie delle vostre case, in un momento in cui la trasmissione orale trova più ostacoli che in passato e dove le voci delle nostre nonne e nonni finiscono purtroppo senza eredità”.

“Negli ultimi dieci anni ho avuto modo di passare per Bari parecchie volte, per lavoro e per amicizia. Durante questi soggiorni ho notato una pratica diffusa in molte persone, di diverse estrazioni sociali, di salutare le abitazioni vuote. Spinto dalla curiosità ho chiesto il perché di questa usanza e mi si è aperto “un altro mondo”- ha detto l’artista Marco “DEM” Barbieri -. Nel mio lavoro artistico studio la Natura e molte sue manifestazioni al limite del soprannaturale, e l’incontro con questa tradizione legata agli spiriti domestici baresi mi ha dato un ulteriore stimolo nella mia ricerca. Da qui è partito un confronto, fatto di incontri e scambi di esperienze dirette che mi ha portato a voler ulteriormente approfondire il tema, e quando i membri di Pigment Workroom e l’antropologo/linguista Pierluigi D’Agurjo mi hanno chiesto di partecipare attivamente al progetto non potevo che esserne onorato. Ora, dopo tre anni e una pandemia di mezzo siamo finalmente riusciti a “mettere la prima pietra” per un progetto che giorno dopo giorno sta crescendo e si sta materializzando in forma concreta. È un lavoro lungo e complesso che passa per tradizioni e rispetto di un credo radicato nei secoli, sono convinto che il riscoprire questo “mondo altro” sia di fondamentale importanza per l’identità di questa città e per mantenere un legame forte con il passato e la Storia, con la speranza che ci possa dare una mano concreta per affrontare il futuro”.








Questo è un articolo pubblicato il 17-03-2022 alle 15:06 sul giornale del 18 marzo 2022 - 112 letture

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